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sabato 19 novembre 2011

Alexander Skarsgård sulle pagine di GQ Style

Finalmente, dopo un po' di attesa, ecco l'intervista al vichingo più sexy del mondo. L'attore svedese, reduce dal successo del film campione d'incassi Battleship, si lascia andare ai microfoni della rivista tedesca che lo ha raggiunto sul set fotografico a settembre 2011.
Dopo la fine delle riprese della quarta stagione di TB, l'università di Stoccolma (città natale di Alexander) ha conferito allo svedese il dottorato d'onore. "Sono molto contento per questo conferimento - confessa Alexander - Volare lì, ottenere il titolo, tornare a casa, ci vogliono due giorni. Mia madre e mio fratello hanno dovuto studiare medicina per 6 anni per ottenere il riconoscimento". Suo padre Stellan è uno degli attori più amati in Svezia: "Ad essere onesti - ride Alex - siamo terribilmente noiosi. Tutti in famiglia sono o medici od attori, non c'è immaginazione". 
Signor Skarsgård, in Melancholia appare anche tuo padre con cui reciti per la prima volta. Chi di voi due correggeva l'altro?
"Nessuno dei due doveva mai intervenire. Non si può, soprattutto se si lavora con un regista come Lars Von Trier, uno dei migliori al mondo. Sa esattamente cosa vuole e sicuramente non vuol vedere i suoi attori piagnucolare".
Nei titoli del film il tuo nome appare prima di quello di tuo padre. E' geloso?
"No, la nostra famiglia non vede la vita come una competizione".
Qual è stato il miglior consiglio mai ricevuto da tuo padre?
"Fallo solo se lo vuoi realmente".
Quando te lo ha detto?
"Quando ho smesso di recitare. In quel periodo avevo 13 anni, ero un bambino ed un attore in Svezia. Ma non volevo farlo più. E mio padre mi ha sostenuto. Mi ha fatto sentire meglio".
Perché hai scelto di tornare a recitare?
"Avevo 20 anni e vivevo a Leeds, studiavo inglese e mi sono voluto dare un'altra chance nella recitazione. Non volevo arrivare a 55 anni, guardarmi indietro e rammaricarmi di non averci provato ancora. Un mio amico aveva un breve video di me fatto in biblioteca, l'ho inviato ad una scuola di recitazione a New York e mi hanno preso. Quando mi sono ritrovato sul palco ho capito subito: Alex, ti è davvero mancato tutto questo".
Siamo su una rivista di moda e mi piacerebbe parlare con te di questo.
"Naturalmente".
Sei interessato alla moda?
"Un po'. E' facile per me distinguere tra un bel vestito ed uno non bello. Riesco a capirlo, so se un vestito mi sta bene o no".
Chi te lo ha insegnato?
"Nessuno. La sensazione sui vestiti è naturale per me. Non ho mai pensato molto a cosa indossare".
Hai mai preso qualcosa dal guardaroba di tuo padre quando eri giovane?
"Naturalmente, io e i miei fratelli lo facevamo sempre. Mio padre è davvero alto e ci è voluto un po' di tempo perché io potessi indossare qualcosa di suo. Quando avevo 15 o 16 anni ho potuto indossare le sue camice e le sue giacche. Quando sono andato ad un ballo mi ha aiutato prestandomi uno dei suoi vestiti".
E' stato lui il tuo modello si stile?
"No, aveva un sacco di vestiti. E molte cose che io pensavo fossero imbarazzanti. Gli piaceva indossare abiti indiani o del Medio Oriente. Ogni volta che tornava da un viaggio portava qualcosa di nuovo. Non ne ho mai capito il perché in passato, ma ora amo i suoi capi. Sono davvero confortevoli".
Quindi gli rubi ancora le cose?
"A volte succede".
Ti sei mai ribellato ai tuoi genitori?
"Certo. Da giovane, ad esempio, mi sono arruolato e per 15 mesi ho attraversato i boschi, ho imparato a sparare. Questa è una sorta di ribellione in una famiglia di hippies e pacifisti".
Oggi sei uno degli attori più in voga di Hollywood. Chi eri da adolescente? Hai mai avuto una fase un po' particolare?
"Da giovane ero un punk. Uno degli anni '90, non uno di quelli con le cinture e le borchie. Quando guardo le vecchie foto di quell'epoca dico: che cosa pensava questo ragazzo? Per un po' ho indossato tute rosa ed avevo i capelli lunghi. Pensavo fosse una buona cosa per affermarmi, credevo fosse figo".
Come descriveresti il tuo stile?
"Hmm. Più vivo a Los Angeles e più mi rendo conto che il mio stile è piuttosto scandinavo".
Minimalista, in un certo senso?
"Esattamente. Non mi piacciono le stampe, come le linee pulite ed i tagli. Hollywood è piena di questa moda che è completamente sopra le righe. Anche la moda di strada costosa. Ovunque ci sono vestiti con teschi a base di diamanti, cose che fanno male agli occhi se le guardi per più di due secondi. §Il mio stile è probabilmente europeo, acquisto principalmente marche europee. Anche se penso che Tom Ford sia il migliore designer al mondo. E lui è americano".
Quali marche europee?
"Burberry, Raf Simons. Ma anche etichette svedesi come Acne, Hope, Fifth Avenue Shoe repair. I miei vestiti preferiti vengono tutti da casa".
Il tuo paese d'origine produce un bel po' di moda, di macchine, bei mobili e grandi case. Perché ci mettete tanto impegno?
"Gli svedesi devono sempre fare il punto sulle tendenze o conoscere il nuovo bar in ogni città. Probabilmente questa è una sorta di insicurezza, dobbiamo sempre provare a noi stessi che siamo alla moda e siamo sempre informati su tutto. E non siamo strani, non viviamo da qualche parte nel nord in grotte di ghiaccio".
La maggior parte degli uomini sui 30 anni decide cosa indossare, se  scegliere uno stile più adatto alla propria età o puntare sul casual. Non siamo mai abbastanza sicuri di voi, ti senti a tuo agio in cravatta nera o in jeans, maglietta e scarpe da ginnastica?
"Io mi sento a mio agio in entrambi".
Il tuo abbigliamento è formato da camicie a quadri?
"Ad essere onesti sì. Ne ho un bel po'".
Così sei più un tipo casual?
"Probabilmente. Ma a volte mi diverto ancora nel seguire un codice di abbigliamento. Qualche tempo fa ho indossato un abito tre pezzi di Tom Ford. Mi è piaciuto, anche se non lo indosserei tutti i giorni".
Che stilista ti piace indossare?
"Come ho detto, Tom Ford. E Dior. Specialmente quando si tratta di abiti formali è importante che tutto si adatti e che ti faccia sentire a tuo agio. Sono molto meticoloso nella scelta degli abiti formali".
Non diventi un messaggero pubblicitario della società quando indossi queste marche?
"Forse. Almeno così so esattamente quali marche posso indossare".
Chi è l'icona dello stile maschile più importante per te?
"Dovrò pensarci".
Per favore...
"Ok. Steve McQueen".
Mio Dio, questa è la risposta standard di voi attori. Che noiosi...
"Mi è venuto in mente perché poco fa un mio amico mi ha regalato questo fantastico libro fotografico di McQueen".
Okay...
"Vuoi sentire qualcosa di insolito? Perfetto, allora ti dico Thåström Joakim, cantante della punk band svedese Ebba Grön degli anni '70. Da ragazzo ero un suo grande fan e lo sono tuttora".
Oltre a recitare, la musica sembra essere la tua più grande passione...
"Proprio così. Ho più di trent'anni ma vado ancora ai concerti. Sono stato al Way out Wast a Göten  borg, il migliore evento nel suo genere. Si svolge al centro della città, in un parco - e si può trascorrere la notte in un hotel. Sono davvero troppo vecchio per svegliarmi alle 5 del mattino perché qualcuno sta facendo pipì sul mio sacco a pelo. E mi piace andare al Cachella in Indio, in California. Ma in Svezia sono più tranquillo. Posso bere birra in pace, ascoltare la musica, non ci sono i paparazzi".
Gli ultimi tre album che hai acquistato?
"Wild Beasts, The Walkmen, Bon Iver. Sono un tipo indipendente".
Recentemente hai rilasciato una video intervista al Los Angeles Times ed indossavi l'eyeliner. Accade spesso che tu lo metta?
"Ha, no, era per un servizio fotografico. Lo voleva il fotografo".
Ammettilo, è possibile usare l'eyeliner anche in altre occasioni...
"Certo, ma solo casa quando provo gli abiti delle mie amiche".
E la tua criniera di capelli?
"A volte. Ho lasciato crescere i miei capelli tra due lavori. Sulla mia testa, in viso. Mi piace. Ed è pratico. Così quando devo iniziare un nuovo ruolo posso vedere e scegliere il ragazzo da interpretare".
Ti è mai capitato di dire ad uno stilista sul set che non sapeva fare il suo lavoro?
"Non c'è bisogno di farlo. Un bravo stilista sa che un abbigliamento sbagliato può rovinare la credibilità di una persona".
In Straw Dogs indossi dei jeans logori. Uno stile rock classico...
"Sì, interpreto Charlie, un uomo che non frequenta i club più chic tutti i fine settimana. Ha tre camicie, due paia di jeans, due di stivali ed un paio di canottiere. Tutto qui".
Ci hai pensato due volte prima di accettare la parte? Solitamente i rifacimenti non hanno mai successo.
"Ci ho dovuto pensare, ma non per molto. Mi piaceva il ruolo. Ed era abbastanza ovvio che non sarebbe stato solo il remake rimodernato di un vecchio film. La nostra versione è molto diversa".
Hai cinque fratelli più giovani. Hai mai provato ad insegnargli qualcosa?
"Sì, ma ci ho rinunciato abbastanza in fretta. Gus, il più grande ama l'hip hop ed a me piace il punk. Le nostre camere erano vicine. Io ascoltavo Adverts, The Clash o i Sex Pistols. Lui ascoltava i Gansta-Rap. Non abbiamo mai trovato un punto in comune".
Ashton Kutcher, in un'intervista, ci ha confidato che affitta un magazzino per i suoi vestiti. Ed ogni volta che ha bisogno di qualcosa se lo fa portare da un corriere. Ti ritrovi in questo?
"Devo deluderti. Non ho nemmeno una stanza a parte per i miei vestiti. Solo un armadio".
Ma tu sei una star di Hollywood...
"Sono una di quelle persone che indossa le cose che vuole in ogni momento".
Non hai nemmeno uno spazio per le scarpe?
"Ho 4/5 paia di scarpe da ginnastica, la maggior parte del Common Project, un paio di stivali ed un paio di scarpe da sera".
E' vero che Lars von Trier ti ha ordinato di mangiare per Malancholia così da far perdere i muscoli alla True Blood?
"Mi ha fatto perdere peso effettivamente. Ma Lars non mi costringeva a farlo. Dopo aver letto la sceneggiatura ho pensato che un corpo da calciatore non sarebbe stato giusto per il film".
E' possibile non innamorarsi di Kirsten Dunst mentre si vestono i panni di suo marito?
"Solo un secondo. E' vero: ho dovuto perdere muscoli per Lars von Trier. Non ne voleva così tanti. Io tendo ad essere meno muscoloso e prima delle riprese di TB mangio un sacco di carne, vado a lavoro tutti i giorni, così peso 10 kg di più rispetto al primo giorno di riprese. Voglio dire, 10 kg di muscoli. Per Melancholia è stato diverso. Ho perso quei 10 kg".
Non hai risposto alla domanda su Kirsten Dunst.
"Kirsten Dunst, che domanda?"
Se non è possibile fare a meno di innamorarsi di lei quando si lavora insieme ad un film...
"Sì, no. E' adorabile, rilassante, divertente. E' stato un piacere lavorare con le. Spero capiti nuovamente".
Perché ti piace così tanto von trier? Il suo film è stato presentato a Cannes, ha buone probabilità di vincere una palma - e poi dice di essere un nazista...
"Che era, ovviamente, un brutto scherzo. Ed invece di scherzarci su si è scavato la fossa. Ma naturalmente Lars non è un nazista".
Sei nel punto più importante per la tua carriera in questo momento? Potresti seguire la carriera di Jon Hamm come attore famoso. O quella di James France ed essere una star fuori dal comune. Quale sceglierai?
"Non ho un piano. Sono convinti che sia possibile seguire entrambe le strade. Produzioni in Europa e poi un altro campione d'incassi - che mi renderà abbastanza da farmi permettere un magazzino nel deserto solo per i miei abiti".
Quando hai smesso di correggere gli americani che sbagliavano la pronuncia del tuo cognome?
"Sin dall'inizio. Sono senza speranza. Non so nemmeno se mi presento pronunciando bene il mio cognome. Ma per me è importante che Skarsgård sia scritto con il cerchietto sulla A".
E qual è la pronuncia corretta?
"Skarshgoord".











© Traduzione a cura dello staff. E' vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo senza i dovuti crediti al sito.

mercoledì 16 novembre 2011

Alexander Skarsgård? E' il più elegante del 2011

Come ogni anno la rivista GQ, durante la prima quindicina di novembre, premia l'uomo che si è contraddistinto, grazie al gusto nel vestire, durante gli eventi che lo vedono partecipe sul red carpet. Le categorie sono diverse, si passa dal cinema alla musica fino ad arrivare alla moda. E secondo voi chi, se non Alexander Skarsgård, poteva aggiudicarsi questo premio?! Il sexy vampiro di True Blood non è solo bello, simpatico, dolce, ma ha anche uno stile particolare che lo contraddistingue da qualsiasi altro attore della scena cinematografica odierna. Elegante in giacca e cravatta, casual in jeans, gilet e farfallino, Alexander conquista tutti. E così i redattori della rivista GQ stilano anche la sua scheda personale, accompagnata dalla motivazione per cui Alex è l'uomo meglio vestito del 2011.
Nome: Alexander Skarsgård
Professione: Attore
Perché ci piace il suo stile: Non avremmo mai potuto pubblicare questa lista senza inserire la star di True Blood Alexander Skarsgård. Quest'anno l'attore ha fatto un'apparizione su Vogue, è stato il protagonista indiscusso del film 'Straws dogs' ed è apparso raggiante (e ben vestito) alla festa di GQ.
Non smette mai di stupirci!
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giovedì 10 novembre 2011

Alexander Skarsgård: non voglio che la gente mi ricordi come Eric Northman

Alexander Skarsgård è l'uomo del momento. Sulla scia del successo ottenuto in True Blood e nel film campione d'incassi Battleship, la sua carriera è appena all'inizio. Nel film Melancholia interpreta Michael, un uomo che sta per sposare la donna della sua vita, Justine (interpretata da Kirsten Dunst), e che non immagina nemmeno cosa stia per accadere. Ma le sue origini sono molto lontane nel tempo, si perdono nei meandri dei film come 'Zoolander', la pellicola che cambiò per sempre la sua vita. Raggiunto da Moviefone, Skarsgård si lascia andare ad alcune dichiarazioni.
Zoolander è un film stupido.
"Si lo è. E' una cazzata, piuttosto".
Quando hai letto il copione di Melancholia cosa hai pensato?
"Voglio dire, è un film di Lars Von Trier, quindi è un  po' una commedia romantica sulla fine del mondo".
Interpreti, sicuramente, la più bella persona del film.
"E' stato divertente, perché è totalmente diverso da Eric, il maschio alfa di True Blood. Abbiamo girato il film subito dopo aver terminato le riprese della terza stagione di TB, per cui avevo trascorso sette mesi in compagnia di Eric. E' stato divertente fare qualcosa di diverso".
E' stato questo ad attirarti?
"No. Intendo dire, Von Trier mi ha attirato. Appena ho sentito il suo nome è stato un gioco da ragazzi accettare la parte. Avrei fatto qualunque cosa mi avesse chiesto di fare". 
Penso che questo film (Melancholia) sia abbastanza realistico. Mostra cosa accadrebbe se un altro pianeta entrasse in collisione con la Terra. Voglio dire Bruce Willis non decolla su una navicella spaziale per salvare la Terra.
"[Ride] No". 
O forse sì, ma non stiamo a pensarci troppo. E proprio la confusione che si crea. Del tipo 'Che cavolo sta succedendo? Cos'è quello?'
"E' difficile trovare risposte ad un film del genere. E' difficile parlarne".
Perché?
"Non lo so, è solo così....E' stata un'esperienza così straordinaria che è difficile da descrivere, in un certo senso. Era solo tutto diverso. E Von Trier è così poco convenzionale nel modo in cui fa film".
Cosa ha di non convenzionale secondo te?
"Il modo in cui ti fa sentire libero. E' liberatorio, in un certo senso. Non ci sono segni di nastro che si devono rispettare o 45 minuti di illuminazione che faccia sembrare tutto bello. E' tutto vero. E si spara un sacco - non c'è molta attesa intorno. E ci si diverte tanto con lui, non si preoccupa della continuità".
C'è una scena che si distingue in tal senso?
"Beh, il primo giorno, la scena della limousine. E Lars era del tipo 'Ragazzi, siete bloccati, parlate per un po', e poi Alec esce dalla limousine per aiutare il conducente'. Io ero tipo 'Certo, da che parte vuoi che esca?' Lars mi ha guardato e mi ha detto 'Non lo so, fai come vuoi' Ed è stato tutto così spontaneo, semplice, liberatorio".
Come attore ti sembrava tutto così lontano da te?
"Beh, mi sentivo come se fossi libero di fare quello che volevo. E lui a rischiare se non funziona. Ma lavorare con lui ti fa sentire libero. Ti dà la fiducia di credere di poter fare quello che vuoi".
In True Blood interpreti un personaggio estremamente popolare. Un sacco di persone hanno interpretato personaggi famosi in tv e qualche volta si finisce con l'essere confusi con loro. Tra il film Melancholia e Battleship sei uscito dagli schemi, ti sei spogliato del ruolo di Eric, non sarai più confuso con lui per il resto della tua vita? O forse vorresti essere ricordato per quello?
"Bene, non è una strategia la mia. E' più....ho bisogno di questo. Per me e la mia creatività. Naturalmente dopo TB ho un sacco di script che sono simili a quello show o molto simili a Eric Northman, perché la gente vuole vederti e confonderti con il personaggio. Quindi il carattere è lo stesso, cambia solo il set. Prima di tutto non è assolutamente buono per la carriera interpretare solo un personaggio, perché poi si diventa quel personaggio. Ottenere sempre gli stessi ruoli. Questo è un suicidio creativo. Così è per me, non ho intenzione di restare ancorato ad un personaggio. Perché non sono ispirato; non ho bisogno di essere incoraggiato. Non c'è niente in quello script o in quel ruolo che scoprirò. Voglio dire, esiste già, lo sto già facendo. Mi basta lì e mostrare quello che ho fatto negli ultimi anni. E' per questo che Michael di Melancholia è così diverso da Eric di TB".
Ti sono stati offerti altri ruoli da vampiro?
"Non altri ruoli da vampiro, ma sicuramente molti ruoli simili a Eric Northman, anche se non sono vampiri, ma è come se lo fossero. Fondamentalmente Eric Northman ma senza le zanne. Più o meno lo stesso ragazzo".
Sono curioso di sapere una cosa: durante la prima stagione di TB Eric era un po' spaventoso, ma sento come se, nelle ultime stagioni, ci fosse qualcosa di più attraente in lui. Ho ancora voglia di essere suo amico. Forse è la pettinatura. 
"Bene è questo che amo. Quando le persone guardano qualcosa sono pigre. Così vogliono etichettare i personaggi. Oh 'l'eroe', 'la ragazza', 'il cattivo'. E si siedono comodamente, così è molto comodo, sai? Questo è ciò che ho amato di Eric, la sua trasformazione. Mi fa sempre piacere quando la vita è più complicata di così. Nei film mi piace quando c'è un po' di oscurità nel protagonista. E non c'è bontà nell'antagonista. Quando c'è più di una zona grigia, più di un semplice bianco o nero. Quello che mi piace di Eric è che quando lo incontri è presentato come il cattivo. E il pubblico dice 'Va bene, molto bene, ecco lo sceriffo cattivo'. Ma poi, dopo un  po', lo spettatore dice 'Oh, aspetta un attimo, perché lo ha fatto?' Ed io amo la gente che si è dovuta rimangiare la prima impressione ed ora dice 'Oh, merda, beh, in realtà forse non è così cattivo'. Ma naturalmente, quando la gente vede una vulnerabilità, una debolezza, una sensibilità, la gentilezza e la lealtà è difficile, perché desidera ancora che quel personaggio sia pericoloso, un predatore..."
So che le scene d'amore sul set non sono altro che professionali. Ma non è strano sapendo che gli altri due attori sono sposati nella vita reale?
"Non proprio. Siamo buoni amici nella vita reale ed attori professionisti sul set. Tutti e tre. Sappiamo quello che stiamo facendo. Ed è come, amo Anna Paquin fino alla morte, ma Steve ovviamente sa che la nostra è un'amicizia platonica. E' imbarazzante quando non conosci gli altri attori. Steve sa che non sono una minaccia".
Beh sembra tipo 'Oh, spero che tu non la stia importunando'...
"Nah. Steve era molto dolce anche prima di arrivare a tutte quelle scene. Lui mi disse 'Amico, voglio solo che tu sappia che desidero che tu ti senta a tuo agio, non è affatto imbarazzante. Ti voglio bene e sappi che non avrei mai voluto che Anna facesse queste scene se non con te, perché siamo buoni amici. Non è affatto strano e voglio che tu non ti trattenga, perché sarebbe strano se tu ti sentissi a disagio. Fai quello che devi fare'. E' stato straordinario nel dirlo".
Quali sono i tuoi ricordi su Zoolander? E' stato il tuo primo film americano se non sbaglio...
"E' stato il mio primo lavoro. Sono venuto in America in vacanza, ho sempre vissuto in Svezia. Ero in vacanza con mio papà ed il suo manager che mi disse 'Vuoi andare a fare un provino e vediamo che succede?' Ed io 'Oh, sarà divertente. Sono ad Hollywood e sto andando ad un provino'. E mi è capitato Zoolander. Sono stato fortunato ad averlo fatto. E' stato surreale. Ero un ragazzino del sud di Stoccolma in vacanza ad Hollywood. Due settimane dopo stavo girando un film a Tribeca con Ben Stiller, capito?
E poi sei tornato in Svezia e che hai fatto?
"Già. Lì ero solo in vacanza. Avevo un agente ed un manager dopo Zoolander, ma stavo lavorando ad uno spettacolo in Svezia dove dovevo restare per 3/4 anni. E quando sei sul palco non hai tempo, lavori sei giorni la settimana. Quindi non avevo davvero tempo per andare a Los Angeles e fare incontri, leggere script e roba del genere. Ma da quando ho un agente ed un manager loro mi dicono: 'Ogni volta che finisci i tuoi ruoli devi uscire per un paio di settimane e fare incontri, andare a Los Angeles.' Come nel 2004 e 2005 quando ho cominciato ad andare a Los Angeles durante le pause tra un film ed un altro in Svezia".
Tutto a causa di Zoolander...
"Sì, è strano. E' davvero pazzesco quello che è successo. Sono stato estremamente fortunato, alla mia prima audizione".
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martedì 8 novembre 2011

Alexander Skarsgård è l'uomo del mese della rivista GQ UK

Il magazine GQ UK non poteva fare scelta migliore. La copertina del numero di dicembre è dedicata al nostro amato sceriffo dell'area 5 Eric Northman (True Blood) ergo Alexander Skarsgård. 
Di seguito la traduzione del breve articolo e lo scan della rivista.
Alexander Skarsgård non può non essere il protagonista. La colpa sarà dell'altezza del vichingo (1,95 metri), degli zigomi cesellati o anche il fatto che sia il figlio del leggendario attore svedese Stellan Skarsgard, ma anche se così non fosse, tenderebbe a finire comunque in prima pagina. Prendete True Blood della HBO, in cui interpreta lo sceriffo vampiro Eric Northman. In origine era un ruolo piccolo, ma di fatto è ormai la stella dello show, ruba ogni scena, il cuore di ogni spettatrice e forse, durante la quarta serie, ha trovato la ragazza, Sookie Stackhouse (interpretata da Anna Paquin).
Questo mese vedremo Skarsgård sul grande schermo nel remake di Lurie 'Straw Dogs' (cane di paglia), mentre ha appena finito di girare il colossal campione d'incassi, Battleship, insieme a Rihanna. Dopo aver anche recitato in un video di Lady Gaga, GQ si chiede come la musica delle dive si differenzi dalla recitazione: "I loro orari pazzi - dice Skarsgård  - Questo è stato il primo film di Rihanna, e abbiamo lavorato tutto il giorno, poi la sera è volata a Los Angeles per esibirsi agli MTV Awards. Abbiamo girato a Pearl Harbor a bordo di navi enormi. Non ho mai lavorato su qualcosa di quella grandezza. Era così grande".
Anche se Skarsgård, immaginiamo, non avrebbe avuto difficoltà a prendere l'iniziativa.




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venerdì 4 novembre 2011

Alexander Skarsgård: la vanità è l'arma per uccidere un attore

Alexander Skarsgård apparirà sulla rivista Elle UK nel dicembre 2011. L'attore tra breve tornerà sul set di True Blood per vestire i panni del vampiro Eric Northman ma ha i piedi ben piantati a terra. Sulla fama e sulla vanità: Skarsgård afferma di essere un riluttante rubacuori. Fa una smorfia per questa etichetta. "E' lusinghiero che qualcuno apprezzi la tua bellezza, ma preferisco ricevere complimenti sulla mia recitazione. C'è troppa vanità a Hollywood. Il narcisismo è il suicidio per un attore. La creatività, prima o poi, morirà se ci si concentra solo sull'aspetto esteriore. E' uno dei motivi principali per cui non guardo i pettegolezzi sul mio conto on.line". Sull'amore, le relazioni e la sua ex ragazza Kate Boskworth con cui l'attore è stato legato per due anni, ALexander dichiara: "Io e Kate siamo ancora buoni amici. Non sono più innamorato di lei, ma le voglio comunque bene. E' incredibile, una grande attrice ed una straordinaria persona. Se è quella giusta, l'amore è sorprendente. Sono stato molto felice nei rapporti, molto sfortunato nelle relazioni, molto felice single. Ma, ovviamente, l'amore fa bene, è sorprendente. Voglio sposarmi ed avere dei figli. Vengo da una famiglia molto numerosa: ho sei fratellini. Amo i bambini, ma non ho fretta. Sono ancora giovane, voglio dedicarmi un altro po' alla mia carriera ed a migliorarmi come attore e poi voglio trovare l'anima gemella. Amo i bambini ed il mio sogno è creare una famiglia tutta mia. Quel giorno verrà, ho un sacco di tempo". 




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sabato 22 ottobre 2011

Alexander Skarsgård vs. David Boreanaz: sfida a colpi di zanne


Una sfida a colpi di zanne quella creata dal sito online Chick Advisor che ha messo a confronto i due visi angelici per eccellenza della tv americana. I contendenti di questa settimana pre-Halloween sono Eric Northman di TB e Angel/Angelus di Buffy. Entrambi con i capelli chiari, bellissimi e con quei lineamenti così dolci da riuscire ad entrare nei cuori di tutte le donne. E così ci accingiamo a scoprire, domanda dopo domanda, chi riuscirà ad ottenere il titolo di Non morto più sexy in questo speciale testa a testa.
ROUND 1: CHI E' IL VAMPIRO MIGLIORE?


Alexander/Eric: è un po' più pericoloso, è tagliente ed imprevedibile. Non vi annoiereste mai con lui! E' capace di sorprendervi, nel bene e nel male, quando meno te lo aspetti. Ovviamente c'è un lato negativo: con lui al vostro fianco non avreste mai un momento di pace! E probabilmente dovreste lasciargli sempre il collo scoperto, per permettergli di nutrirsi di voi.
David/Angel: il vampiro buono per eccellenza, l'unico della sua specie con l'anima umana ed i poteri di vampiro. Angel è sempre dietro a Buffy in qualsiasi battaglia, è forte e passionale, un buon fidanzato. Tuttavia, è anche un po'm noioso, con lui manca il pericolo, a parte in qualche sporadica scena in cui interpreta Angelus.
VINCITORE: Pareggio, entrambi hanno caratteristiche differenti e non si riesce a scegliere!

ROUND 2: CHI STA MEGLIO IN T-SHIRT?


Alexander/Eric: Che dire a lui le t-shirt donano un sacco. Sta divinamente in questa maglietta grigia! Qui poi sembra quasi che stia arrivando da voi, per stringervi a lui e baciarvi...Mmm...
David/Angel: Beh anche lui non è male. Tenebroso, oscuro, sguardo intenso...Sembra quasi che stia meditando qualcosa in quella maglietta bianca.
VINCITORE: David, forse per una cotta adolescenziale che resiste ancora in me, forse perché è lui il primo vero vampiro di cui ci siamo innamorate. E poi, diciamocela tutta. Le sue spalle scolpite sono irresistibili!

ROUND 3: CHI STA MEGLIO SENZA ZANNE?


Alexander/Eric: nonostante alcuni ruoli iniziali, piuttosto imbarazzanti (come Meekus in Zoolander), Alexander sembra davvero divertente e cordiale. Alexander sembra l'uomo adatto per un genuino divertimento (e qui ci siamo capite). E' il tipo di ragazzo che ci piacerebbe avere al nostro fianco per far invidia alle amiche.
David/Angel: E' uno dei protagonisti più conosciuti dello show business americano. E' divertente, spensierato, ma ci manca la sua anima tormentata in Buffy. Se ad Angel togliamo i poteri, le zanne e le sue citazioni romantiche cosa rimane? Un tizio hot di mezza età infedele alla moglie. Molto deludente!
VINCITORE: Assolutamente, senza ombra di dubbio Alexander. Almeno lui non tradisce!

ROUND 4: CHI SI VESTE MEGLIO?


Alexander/Eric: Non prende molti rischi, ma è sempre elegante ed alla moda. E' macho senza essere invadente. Semplice e moderno, non scende a compromessi quando si parla di dettagli. Così come il suo alter ego Eric.
David/Angel: E' un accozzaglia di colori, quasi un 'Cappellaio matto' della moda. Non indossa quasi mai la camicia (tranne in qualche sporadica occasione) e preferisce maglioni e felpe dai colori estremamente troppo diversi tra loro.
VINCITORE: Alexander, sempre di classe, sta bene anche in jeans e t-shirt e sa abbinare con classe e gusto l'abbigliamento a seconda dell'occasione.
CAMPIONE: Fate un bell'applauso a Mr. Skarsgård che con il risultato di 2 a 1 strappa il titolo di 'Hottiest Gratuitous' a David Boreanaz. E voi siete d'accordo? Diteci la vostra.
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Alexander Skarsgård nella top 49 degli uomini più influenti del 2011


Avete letto bene: Alexander Skarsgård è al 17esimo posto nella 'Top 49 Most Influential Men List of 2011'. La classifica, stilata ogni anno da AskMen raccoglie più di 200mila voti mensili, insieme alle opinioni di illustri componenti dell'editoria. Nella lista vi sono nomi di attori, politici ed altri personaggi che, durante l'arco dell'anno, si sono distinti dalla 'massa'. Il perché Eric sia presente nella classifica non è un segreto: il bel vichingo svedese è diventato l'oggetto del desiderio di milioni di donne in tutto il mondo. Come dar loro torto?!
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martedì 18 ottobre 2011

Alexander Skarsgård: non vedo l'ora di rincontrare Eric

'Alexander Skarsgårs è esausto'. Queste le parole con cui il sito Bullettmedia lo descrive durante l'incontro presso il New York's Crosby Hotel dove l'attore si trova per assistere alla proiezione del suo ultimo film Melancholia. Eric di True Blood tra oggi e domani volerà a Stoccolma per una settimana di riposo e poi tornerà in Luisiana per vestire nuovamente i panni del vampiro Northman. "Sono così sbronzo" scherza Skarsgård, mentre si rannicchia su una poltrona.
Sembra che tu ti sia divertito a passare gli ultimi due mesi a New York.
"Certo, ma ero così preoccupato. E' dura essere a New York, quando non hai tempo di fare il turista. Mi piacerebbe avere una o due settimane libere per godermi davvero la città".
Puoi parlarci del film Disconnect, nel quale reciti?
"Mi sono divertito molto a recitare in Disconnect. E' un film corale, una specie di Short cuts. Il regista Henry Alex Rubin e' davvero ispirante, parla senza giochi di parole. Il film parla del modo in cui le persone si incontrano nell'era del digitale, degli incontri su internet e del bullismo che viaggia nel web. Nella storia io sono sposato con Paula Patton ed entrambi siamo sempre online per chattare con altre persone. E' un matrimonio molto disfunzionale. Improvvisamente, qualcuno ci ruba l'identità, noi pensiamo di saper chi possa essere così ci mettiamo alla ricerca del ragazzo. Il viaggio che ci porta alla ricerca della persona che ci ha rubato l'identità è pieno di colpi di scena e ci fa avvicinare sempre di più, unisce il nostro matrimonio. Nel film c'è anche Michael Nyqvist, che interpreta il personaggio di Daniel Craig ne 'The girl with the dragon tatoo'. Io e Michael abbiamo vissuto a due isolati di distanza a Stoccolma, ma non ci era mai capitato di lavorare assieme".
In che modo la tua esperienza in True Blood ti ha aiutato? O è una storia a sè?
"Quando ho preso parte allo show di True Blood ero preoccupato, pensavo che sarei stato per sempre Eric Northman. Ma non è stato così. Lo show è straordinario e tutti riusciamo a dimostrare quanto valiamo. Se faccio un gioco o un film, ho uno script e così posso vedere dove sto andando, come si evolve la storia e come il personaggio crescerà. True Blood è stato diverso, ovviamente. Era come 'Come cavolo faccio a fare questo? Cosa accadrà tra due, tre, quattro anni? Sono più di questo?'"
E' un po' una lama a doppio taglio quindi. Lo spettacolo ha un enorme successo e dovete molto a True Blood per la vostra popolarità, ma è anche un enorme impegno.
"Assolutamente. E, naturalmente, ho perso anche delle incredibili occasioni lavorative perché giriamo per sette mesi per creare una sola stagione. Mi sono stati offerti progetti fantastici, ma se non si inseriscono nei cinque mesi di pausa dal set di True Blood non posso accettare. Questa è la parte brutta. Mi è dispiaciuto non poter accettare, certo, ma io sono fortunato ad essere nel cast di True Blood, mi ha dato notorietà e non smetterò mai di ringraziare Ball per questo. Ho altri due anni di contratto per True Blood, dopo di che deciderò cosa fare. Chissà forse farò il freelance!"
Come funziona?
"Ho firmato un contratto di sei anni con True Blood ed hanno la possibilità di tenermi per tutti gli anni se vogliono o licenziarmi. E' normale no?!"
Se decidessi di lasciare al termine del contratto dovrebbero trovare un modo per uccidere il tuo personaggio, ma lui è già morto...
(Ride). "E' vero. Per lo stesso motivo non sono obbligati ad utilizzare il personaggio per sei anni. Potrei essere eliminato dallo show in qualsiasi momento, anche se spero di no! (Sorride) Amo il mio personaggio. Amo come sia cambiato in questa ultima stagione, quello che faccio nello show e le persone con cui lavoro. E' tutto fenomenale. Ormai siamo una famiglia! In più ogni anno ho tempo libero, cinque mesi in cui non giriamo e così posso andare in Svezia dalla mia famiglia o dedicarmi ad altro. L'anno scorso ho girato Melancholia, che p stata un'esperienza incredibile. Peter Berg mi ha diretto in Battleship, altrettanto straordinario, ma totalmente diverso. Ogni stagione ritorno sul set di True Blood riposato e felice di essere lì".
E' piuttosto raro vedere tanti protagonisti andare così d'accordo sul set ed al di fuori di esso...
"Spesso è così, è vero. Ed è triste. Ma noi siamo molto uniti, nessuno è invidioso dei ruoli altrui ed ognuno ha a cuore il destino degli altri".
Parlami del tuo tempo sul set di Melancholia.
"E' il sogno di ogni attore. Mi sentivo così libero, incoraggiato mi sono divertito ad esplorare questo nuovo personaggio. Lars non ha nemmeno avuto il modo né il tempo di eliminare le scene (ride). Mi presentavo sul set e dicevo 'Va bene, vediamo cosa succede oggi'. E' stato tutto così divertente. Lars non è uno di quei registi che ti dice per filo e per segno cosa devi fare ed in che modo, ma non è nemmeno di quelli che dicono 'Fate quello che volete e vediamo cosa succede'. Lascia ai suoi attori l'interpretazione, per creare momenti unici difficilmente ricreabili. Se una scena non gli piace dice 'Va bene non ha funzionato, proviamo così'".
Avevi mai lavorato con lui prima?
"Solo per un giorno, dieci anni fa, con mio padre (l'attore Stellan Skarsgård). Avevo fatto una piccola parte per lo show danese D-Day".
Quindi tuo padre ti ha raccontato tante cose su di lui
"Un po' sì. Mio padre ha lavorato con lui diverse volte, così ho imparato a conoscerlo attraverso i suoi racconti. Quando mi ha chiamato per offrirmi la parte non sapevo nemmeno cosa avrei dovuto fare, ma sono stato felice che mi abbia chiamato e mi abbia dato la possibilità di lavorare con lui".
Cosa pensi della sua fama di tiranno?
"Lo adoro! Gli piace osservare la gente e dir loro delle cose solo per vedere che tipo di reazione hanno. Ma lui è un uomo adorabile. E' dolce e tutti quelli che dicono che è un tiranno mi fanno ridere".
Penso che il suo senso dell'umorismo non venga capito da molti...
"In Scandinavia lo ammirano tutti. La maggior parte delle cose che dice nelle interviste sono solo stronzate, cerca di essere divertente".
In Melancholia sei un ottimista che sta con una donna scoraggiata e distruttiva. E' un ricordo dell'Eric di True Blood?
"Sono diametralmente opposti, il che è impressionante. Michael è così timido. Quando pronuncia il suo discorso alle nozze balbetta e non sa come esprimersi. Lui è più dolce e vulnerabile di Eric. Quando sono in pausa da True Blood cerco sempre progetti differenti dalla serie tv. A causa del successo dello show, la gente vorrebbe che io recitassi con la stessa intensità di Eric, ma non è quello che sto cercando. Se per sette mesi ho interpretato Eric, nei restanti cinque vorrei essere qualcun altro. Voglio esplorare nuovi personaggi. Ogni volta che intraprendo un viaggio non voglio che diventi uguale ad uno già fatto".
Perché in Melancholia Michael alla fine rinuncia alla sposa e la lascia durante la prima notte di nozze?
"La loro ultima conversazione gli rivela molto. Lui le dice 'Avrebbe potuto essere così diverso' e lei gli risponde 'Beh Michael cosa ti aspettavi?'. In fondo lui sapeva che non avrebbe mai potuto funzionare. Quando vanno in camera da letto lui sa già che è finita. Ma poi iniziano a baciarsi e lui pensa, disperato 'Forse è così che deve andare'. Lui è seduto lì, ai piedi del letto, da solo durante la sua prima notte di nozze, sa che ormai è finita. Per lui lei è come una ferita, un fragile uccello. Vorrebbe renderla felice, migliorare, ma non può".
Nella seconda parte del film il tuo personaggio non c'è. Per Michael il mondo è finito quella prima notte di nozze, non ha bisogno di aspettare la fine del mondo...
"Sembri così deluso! Aspettavi forse che apparissi come Bruce Willis, armato di pistole e sparare a tutti per riottenere la ragazza?"
E forse chiedere troppo?
"Mmmm" Ride
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martedì 11 ottobre 2011

I dieci vampiri da cui ci faremmo succhiare volentieri il collo

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I vampiri hanno fascino si sa. Sarà per l'alone di mistero che li avvolge, sarà per le loro straordinarie doti fisiche, ma fatto sta che sempre più persone si farebbero mordere. E così Zap! stila la classifica dei 10 tenebrosi non-morti a cui offriremmo volentieri il nostro collo. Tra i dieci nomi ci sono:
- Stefan Salvatore in The Vampire Diaries che si posiziona all'ottavo posto. Il nostro caro Paul Wesley non riesce a piazzarsi su un gradino più alto. Forse sarà per il fatto che ha passato 161 anni senza sorridere, forse perché nonostante sia innamorato di Elena ed abbia cercato di tenerla il più possibile al sicuro dai lupi mannari, dalle streghe non si sia accorto che la minaccia più grande per il loro amore fosse proprio sotto il suo naso: suo fratello Damon, il sexyvampiro buono e cattivo allo stesso tempo che, lentamente, sta conquistando il cuore della doppelganger.
- Al settimo posto troviamo una delle donne-vampiro più intriganti, pazze e seducenti della HBO. Si tratta di Pamela Swynford De Beaufort o più semplicemente Pam di True Blood. La sexy zanna del Fangtasia, sempre dietro al suo maker Eric Northman, è l'unica vampira in lista. Che si tratti di combattere contro le streghe, le fate od altri vampiri, Pam bevi-o-muori entra in crisi quando una donna (Sookie Stackhouse) si intromette tra lei ed Eric.
- Emmett Cullen, uno dei vampiri adottati dal medico di Twilight si piazza al sesto posto, con quella sua aria da ragazzino strafottente.
- Alcuni vampiri, invece, sono così sexy che una sola serie non riesce a contenere il loro sex-appeal. Al quarto posto troviamo Angel di Buffy l'ammazzavampiri. Oltre ad essere stato uno dei primi telefilm con una storia d'amore vampiro-umana, Angel è stato il primo vampiro con l'anima. Con quel suo viso angelico è disposto a tutto pur di proteggere la sua cacciatrice, anche morire.
- Scorgendo il podio intravediamo un viso dall'aria vichinga, un lottatore imperterrito senza paura. Eric Northman conquista la medaglia di bronzo. E' un po' difficile non essere sexy quando si è sia un vichingo che un vampiro.
- E al primo posto chi ci sarà? Un applauso per Damon Salvatore che con il suo istinto omicida vince il premio di vampiro più sexy del mondo.
Grazie a Martina Sarti per aver scovato la notizia per noi.
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